La cantina

Le origini

Amo definire questa bottiglia la ”preistoria” dell’azienda Monti, quando cioè mio nonno Monti Brunetto vinificava le proprie uve e ne faceva vino per la famiglia, per regalarlo a parenti ed amici e per venderlo sfuso.

E’ però nel 1969 che nasce il primo Montepulciano d’Abruzzo imbottigliato a Controguerra.
Si, lo dico con orgoglio, è dalla nostra cantina sotto casa, allora in paese, che è uscita la prima bottiglia di Montepulciano d’Abruzzo prodotta a Controguerra.

Su invito di un nostro parente che aveva una rivendita di prodotti italiani a Colonia, tutto il Montepulciano d’Abruzzo della vendemmia 1969 fu mandato in Germania.
Finì molto presto e, quando qualche mese dopo arrivò da Colonia la telefonata soddisfatta che invitava a inviare in Germania altro vino, la risposta di mio padre Elio e mio zio Antonio fu la seguente:
“Volentieri ma… la prossima vendemmia! Il vino è finito!”.
Così è nata l’Azienda Monti.

Un cammino lungo 50 anni

Per oltre trent’anni l’azienda è stata condotta da mio padre Elio e da mio zio Antonio. Da quella esportazione “speciale” i due inseparabili fratelli Monti capirono che quella sarebbe stata la strada da percorrere. Lavorarono moltissimo su vari fronti: costruirono la nuova cantina sulla sommità di colle Pignotto dove è ancora oggi, impiantarono vigneti su tutti i terreni di proprietà della famiglia, ma soprattutto, da subito, decisero che il Montepulciano d’Abruzzo Monti, quello con la testa del cane, doveva essere il top, come quello da sempre fatto in e per la famiglia, sempre legato alla tradizione, sempre rispettoso del territorio da cui proveniva e di cui voleva essere frutto e sintesi.

Nel 2002 ho preso le redini dell’azienda dalle mani di mio padre Elio che, dopo decenni di appassionato e straordinario lavoro ci ha lasciato. Ho voluto continuare nel solco dei suoi insegnamenti anche dopo che mio zio Antonio è venuto a mancare ed ho acquisito tutta la proprietà dell’azienda. Dal 1999 la nostra azienda si è avvalsa della consulenza di professionisti di spicco come il dottor Riccardo Cotarella che ha “forgiato” la prima bottiglia di Pignotto, da subito successo indiscusso a partire dai 94/100 di Robert Parker.

Ma la nostra ha continuato sempre ad essere un’azienda famigliare o meglio una famiglia  che produce vini. Anche mio marito Mirko infatti è stato contagiato da questa passione ed anche lui ha lasciato il segno nella nostra azienda. Con lui ci siamo aperti di più alla comunicazione ed abbiamo capito che oltre a fare un ottimo vino dovevamo impegnarci a raccontarlo. Indimenticabili, anche ora che ci ha prematuramente lasciato, le sue degustazioni in saletta durante “Cantine Aperte”. Fruttuosissimi i suoi viaggi negli Stati Uniti a New York, Chicago, Washington, Ocean City.

Vini Monti oggi...

Oggi mi occupo della mia azienda orgogliosa di una storia familiare fatta di scelte coraggiose, lungimiranti, appassionate sempre rivolte a volersi migliorare in linea con la tradizione e con la qualità.

Produciamo vini esclusivamente con uve provenienti dai nostri vigneti, lavorate a mano seguendo i principi dell’agricoltura integrata coadiuvata dal nostro agronomo dottor Emanuele Leopardi e dal nostro enologo dottor Massimo Bartolini.

La nostra famiglia si è arricchita di nuove energie come la preziosissima Antonella, collaboratrice attenta, precisa ed appassionata. Ormai un membro della famiglia, la sorella che avrei sempre voluto.

E, last but not least, essenziale in tutti questi anni il contributo di mia madre Elide, che oltre ad essere una nonna attivissima, svolge il ruolo di supervisore e garante della tradizione.